InterculturandoRoma: il nostro documento sulla formazione In evidenza

1. Contesto nazionale, regionale della formazione interculturale in Italia

Lo scenario italiano è sempre stato multietnico e multiculturale, intendendo con ciò la presenza di macro e micro culture esistenti all’interno e provenienti dall’esterno dell’Italia.

L’immigrazione straniera in Italia presenta un’incidenza sulla popolazione totale vicina all’8,2% (pari a circa 5 milioni di stranieri), un dato che varia da regione a regione con punte che superano il 10% in alcune regioni del Nord (Lombardia, Emilia Romagna, Umbria, Veneto), arrivano quasi al 10% al Centro-Nord (Lazio, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige), mentre al Sud è inferiore alla media nazionale.

Tale non uniforme distribuzione è, semplificando, riconducibile alla maggiore capacità di assorbimento nel mercato del lavoro da parte del Nord e del Centro Italia.

Spesso, infatti, gli immigrati stranieri in Italia trovano nel Sud l’area di primo insediamento, che diventa definitivo nello spostarsi al Nord dove trovano lavoro più regolare e stabile.

Considerevole è anche la presenza, come dicevamo, di micro e macroculture esistenti all’interno della realtà italiana, così come di forti identità culturali, locali e regionali, che spesso interagiscono nel movimento migratorio interno.

In tale contesto, la formazione interculturale viene principalmente richiesta e proposta da:

·         scuole, e in particolare da insegnanti (specialmente di scuola materna e elementare);

·         enti di formazione professionale, specie dagli istituti finalizzati alla formazione di mediatori linguistico-culturali che facilitano l’inserimento degli immigrati nel contesto socio-scolastico;

·         università, dove ultimamente si sta moltiplicando la proposta di master sull’immigrazione e l’intercultura per la qualificazione di giovani laureati in materie come Scienze dell’educazione o Scienze della formazione. 

 

 

2.Azioni realizzate da Interculturando Roma: a quali bisogni rispondono e a quali soggetti si rivolgono 

In questo panorama multietnico e globalizzato si colloca l’operato della nostra Associazione, il cui obiettivo è rispondere alla sfida – difficile, ma urgente e indispensabile − della formazione interculturale.

Amin Maalouf, famoso scrittore franco-libanese, prima del disastro delle Torri Gemelle del 2001 scriveva quasi profeticamente nel libro “L’identità” (1999): «se i nostri contemporanei non verranno incoraggiati ad assumere  le loro molteplici appartenenze, se non riusciranno a conciliare il loro bisogno di identità con un’apertura schietta e priva di complessi alle culture diverse, se si sentiranno obbligati a scegliere fra la negazione di se stessi e la negazione degli altri, formeremo legioni di pazzi sanguinari, legioni di pazzi squilibrati».

La nostra Associazione individua, infatti, nella formazione interculturale il punto qualificante della sua mission, cogliendo alcune esigenze ed urgenze specifiche:

·         Il bisogno di una specifica formazione all’intercultura per i diversi operatori coinvolti nelle dinamiche del processo di integrazione nei vari ambiti della società, vero punto chiave di armonia sociale e di politiche migratorie lungimiranti;

·         L’importanza di una formazione che parta dal considerare la persona di diversa cultura come una ricchezza e una risorsa, anche per il formatore;

·         L’esigenza di interventi formativi che muovano dal vissuto delle persone per incidere profondamente nella loro formazione personale e professionale.

 

 

3.Cos’è per noi intercultura e formazione interculturale

 Consideriamo l’intercultura un atteggiamento di interazione, scambio e prestito che presuppone rispetto, decentramento e curiosità verso le diverse identità personali/culturali molteplici e complesse che troviamo intorno a noi.

L’esperienza che abbiamo maturato lavorando con gli alunni nelle scuole ci ha insegnato che l’approccio interculturale, naturale nei piccoli, deve essere mantenuto e consolidato nel tempo come un’attitudine costante e concreta, nella crescita e nell’impegno quotidiano personale/professionale.

Il nostro impegno per la formazione consiste dunque nel “dare forma” all’interculturalità come modalità spontanea dell’essere, ma anche nel consolidare e rinforzare questo atteggiamento sia in ambito scolastico che negli altri settori della società sempre più multietnica e globalizzata.

Promuovere formazione interculturale è per noi un processo che investe in prima persona lo stesso formatore, attraverso un percorso articolato nei seguenti momenti analitici:

·         riflettere sulla nostra precomprensione dell’idea di cultura, individuando i modelli culturali che agiscono in noi e le lenti con le quali guardiamo coloro che appartengono alle culture altre;

·         ragionare sul concetto di “relazione” e imparare a riconoscere i meccanismi e le dinamiche della comunicazione interculturale attraverso la messa in gioco delle proprie personali modalità di interazione con l’altro;

·         vivere in modo armonico ed efficace la relazione interculturale in tutti gli ambiti della nostra vita privata/professionale (famigliare, scolastica, lavorativa, sociale), utilizzando gli strumenti conoscitivi e relazionali che facilitano l’interazione con l’altro essere umano.

 

 

5.Uno staff di professionisti specializzati

E’ nostra convinzione che la formazione abbia un ruolo chiave nel passaggio da una società multietnica ad una società interculturale. A questo fine abbiamo organizzato uno staff affiatato di professionisti dotati di competenze diverse, in grado di formare operatori in contatto a diverso titolo con la realtà multiculturale:

·         formatori interculturali;

·         psicologi;

·         sociologi;

·         psico pedagogisti;

·         mediatori linguistico-culturali;

·         counselor;

·         giornalisti ed esperti in comunicazione.

 

 

4.Cosa proponiamo

L’idea di formazione promossa dall’Associazione Interculturando si articola e si concretizza nei seguenti interventi:

1.Ideazione e realizzazione di corsi,laboratori, training

·         con docenza interna (proposta dall’Associazione);

·         con docenza mista (coinvolgimento di altri docenti su temi specifici);

2.Direzione scientifica e segreteria amministrativo-organizzativa dei corsi

3.Gestione di moduli all’interno di corsi più estesi

4.Accompagnamento e supervisione di progetti di formazione (progettazione, verifica,…)

 

Vogliamo, comunque, citare alcune proposte innovative quali :

·         il training interculturale “Incontrarsi e scontrarsi tra culture”: con iniziazione allo sviluppo della metodologia formativa di analisi degli shocks interculturali e una modalità laboratoriale di training per l’educazione all’approccio interculturale e il suo consolidamento durante la pratica scolastica;

·         l’utilizzo del teatro dell’Oppresso nell’analisi e nella gestione delle dinamiche interculturali;

·         l’accompagnamento al racconto autobiografico nello sviluppo delle dinamiche identitarie tra diverse culture;

·         la formazione all’utilizzo di mezzi multimediali per l’identificazione delle dinamiche interculturali;

·         il laboratorio sul protocollo di accoglienza nella scuola di alunni di diversa provenienza culturale tra i quali sordi, udenti, italiani e stranieri e la promozione di iniziative per il mantenimento della lingua d’origine di persone di diversa cultura e il bilinguismo

 

 

5.Metodologia utilizzata e motivazione della scelta

La metodologia prende spunto dall’esperienza e dal vissuto dei corsisti, valorizzandone tutte le competenze già acquisite. Le nuove conoscenze, capacità e modelli di comportamento vengono messi a confronto con il quotidiano lavorativo, dal quale si attinge il rilancio dell’azione formativa.

Nel presupposto della formazione interculturale come un processo da vivere si dà ampio spazio alle tecniche animative, induttive e partecipative (lavori di gruppo, giochi di ruolo, simulazioni, esercitazioni, discussioni in plenaria, esposizione di riferimenti teorici, redazione di materiale scritto, ecc.) allo scopo di coinvolgere la persona nel processo.

Si trattano contenuti ad hoc (identità e appartenenza, il fenomeno migratorio, cultura e acculturazione, tradizione e modernità, la comunicazione interculturale, l’analisi degli shocks interculturali…) che vanno comunque assimilati nelle modalità laboratoriali e coinvolgenti della nostra formazione.

In questo modo il processo di apprendimento riguarderà la persona nella sua integrità, toccando contemporaneamente le dimensioni del “sapere”, del “saper fare” e del “saper essere”.