Rapporto annuale del sistema di protezione per Richiedenti asilo o Rifugiati

Atlante SPRAR 2011-2012

Secondo il nuovo Rapporto annuale dello Sprar (il Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) - realizzato da Cittalia, la fondazione di studi e ricerche dell’Anci, con un inedito taglio “geografico” - è aumentato nel 2011 il numero di persone accolte nella rete degli enti locali Sprar: quasi l’11% in più rispetto al 2010. I 7.598 richiedenti e rifugiati accolti sono in prevalenza uomini (79% del totale) di età compresa tra i 18 e i 35 anni (72%), in fuga soprattutto da Somalia, Afghanistan, Nigeria e Costa d’Avorio. In aumento anche i minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo (Msnara) provenienti da questi Paesi, per un totale di 312 minori accolti nel 2011 (erano stati 253 nel 2010).
Naturalmente non si tratta di due insiemi esattamente sovrapponibili, ma vale la pena di osservare che il totale delle 7.598 persone che lo Sprar ha potuto accogliere nel 2011 (cioé ha avuto i finanziamenti per farlo) sono un quinto del numero di richiedenti asilo in Italia nello stesso anno, e comunque meno di due terzi dei richiedenti asilo del 2010 (quando questi ultimi avevano superato di poco i 12.000).
Nel 2011 sono uscite dall’accoglienza Sprar complessivamente 2.999 persone, di cui il 37% «ha portato avanti» il proprio percorso di integrazione, il 30% ha abbandonato l’accoglienza di propria iniziativa, il 28% ha visto scaduti i termini dell’accoglienza, il 4% è stato allontanato e l’1% ha scelto l’opzione del rimpatrio volontario assistito. E tuttavia il nuovo rapporto Sprar riconosce con la consueta trasparenza che «rispetto all’anno precedente si registra una diminuzione della percentuale degli usciti per integrazione (nel 2010 era pari al 43% degli usciti complessivi)». Secondo Cittalia, ciò è avvenuto principalmente a causa della generalizzata crisi economica che ha investito il Paese.